Alessandro Algardi (Bologna 1595 – Roma 1654). Formatosi presso l’Accademia di Ludovico Carracci, fu scultore ed orafo a Mantova, presso i Gonzaga. Nel 1625 si trasferì a Roma e qui si occupò del restauro e della misurazione di statue antiche, su incarico del cardinale Ludovisi. In questo modo potè approfondire la conoscenza del patrimonio classico, subendone gli influssi a livello figurativo. Nelle prime opere che realizzò durante questo periodo, come le statue del Battista e della Maddalena in San Silvestro al Quirinale (1628-1629), si riscontrano influssi berniniani che avvicinano l’Algardi alla corrente di Classicismo, particolarmente diffusa nella Roma di quegli anni, ravvisabile nelle opere di Nicolas Poussin, Andrea Sacchi, Francesco Duquesnoy e del Domenichino. Fra le opere più interessanti dell’Algardi si possono indicare la statua di Innocenzo X, in bronzo, (Palazzo dei Conservatori), la pala dell’Incontro di Attila e Leone Magno, nella basilica vaticana, e la tomba di Leone XI (1644-1652), in San Pietro. Algardi evitò l’uso di marmi policromi, adottando invece il marmo bianco di Carrara. Algardi fu inoltre un apprezzato ritrattista, capace di unire il fine realismo della scuola bolognese ad una nobile compostezza. A questo proposito si possono citare diversi ritratti, fra cui Garzia Mellini in Santa Maria del Popolo, Laudivio Zacchia nel Museo di Berlino, Roberto Frangipane in San Marcello al Corso ed Olimpia Pamphili nella Galleria Doria.
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