Giambologna (pseudonimo di Jean de Boulogne, Douai 1529 - Firenze 1608) scultore fiammingo attivo in Italia.
Formatosi in patria nella bottega dello scultore Jacques Dubroeucq, si recò a Roma nel 1550 per studiare le statue antiche nelle collezioni private e le opere di Michelangelo. Il contatto con l'arte del grande artista italiano sviluppò nel giovane fiammingo la propensione alla forte tensione dinamica delle figure.
Al ritorno dal viaggio romano, Giambologna si fermò a Firenze, dove venne ospitato dal mecenate fiorentino Bernardo Vecchietti. Nel capoluogo toscano studiò le sculture del Tribolo e di Perino da Vinci e fu introdotto dal Vecchietti alla corte di Francesco I de' Medici.
Nei primi anni della sua attività per i Medici, che dal 1561 gli pagarono uno stipendio mensile, Giambologna produsse sculture per spettacoli pubblici e piccoli marmi e bronzi da collezione.
Dopo aver partecipato al concorso per la fontana del Nettuno in piazza della Signoria (vinto dall'Ammannati), eseguì la sua prima opera di notevoli dimensioni, Sansone e un Filisteo.
Fra le altre città italiane che gli affidarono importanti commissioni pubbliche vi furono Lucca, Genova, Bologna (quest'ultima ottenne la scultura "scartata" dal concorso mediceo).
Il Giambologna occupa un posto di rilievo nella storia della scultura europea per aver gettato un ponte fra Rinascimento e Barocco, fra l'opera di Michelangelo e quella del Bernini.
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