Pietro da Cortona

Pietro da Cortona era il soprannome di Pietro Berrettini (Cortona, Arezzo 1596 - Roma 1669), pittore e architetto italiano, uno dei principali artisti del barocco romano.

Dopo aver studiato pittura a Firenze, nel 1613 si stabilì a Roma, dove trascorse il resto della vita. È ricordato in modo particolare per gli affreschi, caratterizzati da un impiego virtuosistico dell'illusione prospettica, uno dei motivi preferiti dall'arte barocca. Fino ad allora i grandi dipinti realizzati sui soffitti venivano divisi in sezioni, che illustravano ciascuna una scena o un episodio particolare.

Nell'enorme affresco Trionfo della Divina Provvidenza (1633-1639), eseguito per la volta del salone di Palazzo Barberini a Roma, Pietro si liberò di questa impostazione per realizzare le scene in una grande composizione unificata dallo sfondo di un vasto cielo, creando, in uno spirito tipicamente barocco, effetti di movimento, abbondanza e profondità illimitata.

A Firenze decorò con ricchi stucchi e ori la Sala della Stufa a Palazzo Pitti (Le quattro età dell'uomo, 1637-1641), mentre il ritorno dell'artista a Roma, nel 1647, consentì la realizzazione di una delle opere pittoriche più significative della sua maturità, la decorazione della galleria di Palazzo Pamphilj a piazza Navona (Storie di Enea, 1651-1654).

Come architetto intervenne in alcune chiese romane, tra le quali Santa Maria della Pace (1656-57) è la più rappresentativa del suo stile: presenta una facciata semicircolare collegata agli edifici adiacenti attraverso due colonnati che producono un effetto altamente scenografico.

Un altro esempio è Santa Maria in via Lata (1658-1662), caratterizzata, nella facciata, dagli intensi chiaroscuri prodotti dal portico e dal loggiato.

I dipinti di Pietro influenzarono, dopo la sua morte, circa un secolo di arte europea; i progetti architettonici furono fondamentali per il suo contemporaneo Gian Lorenzo Bernini.

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ultimo aggiornamento 14 febbraio 2006
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